lunedì 23 agosto 2010

Io ho paura [flusso di pensieri]

Ho paura di me stesso. Ho paura di quello che faccio. Solo ora capisco cosa vuol dire essere l’elefante in una cristalleria. Solo ora capisco chi diceva “proteggimi da quello che voglio”. Solo ora capisco chi diceva “da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Qual è il mio potere? Io sconvolgo la vita alle persone. Spazzo via le convinzioni, i pregiudizi, gli schemi e le abitudini. Ho avuto spesso questa impressione, ma solo ora ne sono pienamente convinto. Ma tutto questo avviene anche senza fare grandi gesti: cose semplici, quasi ordinarie, ma che unite ad eventi casuali, hanno avuto effetti profondi. E tutto questo senza che io lo volessi realmente. Per questo ho paura. Ho paura di non avere il pieno controllo su quello che faccio. Ed è per questo che in quattro giorni è cambiata tutta la mia vita. Negli ultimi cinque mesi sono successe così tante cose, ho sconvolto la mia stessa vita per cominciare una nuova esistenza. Ho imparato a vivere davvero. Ho imparato a leggere i sentimenti delle persone. Sicuramente non si finisce mai di imparare, ma posso dire di essere cresciuto molto. Ho passato i cinque mesi più strani, pieni di novità, densi e belli della mia vita. Dentro questi giorni ci sono stati anche i tre mesi più belli della mia vita. Per una volta nella mia vita, sono stato davvero felice. E tutto questo è stato merito di una sola persona. Ma in questi mesi sono arrivati anche gli errori. Ed è sugli errori che ho improvvisamente capito tutto quello che ho imparato. Ho capito anche me stesso. Ho capito anche cosa cercavo veramente. Sugli errori ho anche pianto, dopo sette anni in cui mi ero quasi convinto che non l’avrei mai più fatto. Non ho nessun rimpianto, perché sono convinto che ho fatto tutto in buona fede. Pensavo che non sarei mai riuscito a ferire una persona, ma mi sbagliavo, perché non basta essere buoni e calmi, bisogna anche sapere come comportarsi. Spero di averlo capito, ora. Ieri cominciavo una strada nuova, e in cuor mio spero di aver preso quella definitiva. Perché rimane sempre una speranza: che anche dagli errori, alla fine, si può far nascere qualcosa di buono.

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