Cari amici italiani, se ancora non vi fosse noto, oggi fino alle 22 si vota per un referendum. Invito tutti, ovviamente, ad andare a votare. Se non lo farete, non solo non avete compiuto un vostro dovere, ma perderete anche un diritto: il diritto di lamentela. Non andando, infatti, vi andrà bene la decisione di altri, e voi non avete fatto nulla per impedirla.
Non c'è bisogno di andare a votare solo per i quattro si. Io ad esempio, voterò un solo si, una scheda bianca e due no.
- Voterò SI al quesito sul cosiddetto "legittimo impedimento" (Scheda VERDE). Perchè "la legge è uguale per tutti" non è solo uno slogan, è stato il frutto di millenni di evoluzione nella società umana, e non sarà certo un capo di stato con qualche portaborse a sovvertire questa conquista.
- Voterò SCHEDA BIANCA al quesito sul nucleare (Scheda GRIGIA), perchè dopo le ultime modifiche il quesito referendario ha perso di significato, e oltre ad appoggiarsi su testi molto ambigui (che non fanno nessun esplicito riferimento al nucleare), in caso di vittoria del SI il governo sarebbe obbligato a varare una nuova politica energetica (che, ricordo, è stato modificato e NON prevede l'uso di energia nucleare), mentre con un NO si terrebbe la gestione attuale dell'energia, che essendo stata modificata di fretta rischia di essere svantaggiosa.
- Voterò NO al quesito riguardante la riforma della gestione del sistema idrico (Scheda ROSSA).
Non è vero che la rete idrica è gestita dall'amministrazione pubblica, ma da enti privati. Il mito dell'"acqua pubblica" è dovuto al fatto che questi enti privati sono in gran parte delle società di cui il comune detiene tutte le azioni (o comunque la maggior parte di essa). Ma nulla impedisce ai comuni di decidere, come per altro è già avvenuto in alcune parti d'Italia, a voto di maggioranza, di affidare totalmente la gestione della rete idrica a un ente esterno che lo solleva interamente dai costi. La riforma che è oggetto del quesito introduce l'obbligo per i comuni di indire una gara pubblica per l'affidamento della rete idrica. In alternativa le società di gestione pubblica saranno obbligate a cedere una quota della società (ma NON la maggioranza di esse) a capitali privati. Nulla vieterebbe al comune di indire la ara pubblica e di presentare la propria offerta, con una società a capitali pubblici, quindi paradossalmente potrebbe anche non cambiare affatto il metodo di gestione.
- Voto NO al quesito riguardante le tariffe dell'acqua (Scheda GIALLA). Perchè è comunque previsto un tetto al ricavo che si può avere dalla gestione dell'acqua (7% dei costi), e anche allo stato attuale l'acqua non è gratuita. Anche le società gestite dai comuni hanno un costo, e questi costi sono ricavati dalle vostre tasse. Ma il "prezzo" attuale è insufficiente per recuperare i costi, quindi questi soldi mancanti sono detratti da altri campi. Ponendola un po' provocatoriamente: preferite acqua a basso costo, o sanità più scarsa?
domenica 12 giugno 2011
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