martedì 26 febbraio 2013

Uno stato sull'orlo di una crisi di nervi

Ci sono appena state le elezioni, e di questo penso che tutti se ne siano accorti. I problemi sono arrivati ai risultati: tutti nel panico perchè non si vede una maggioranza possibile al senato, perchè Berlusconi è tornato, perchè le borse oggi sono impazzite, eccetera, eccetera, eccetera.
Consiglio a tutti di stare calmi: la situazione è meno grave di quello che sembra, anzi, ci è andata anche bene. I sondaggi elettorali sono stati pura spazzatura e il centrosinistra il vantaggio netto l'ha avuto finchè Berlusconi non è riuscito a stabilire l'alleanza PDL+Lega+Grande Sud. Paradossalmente è Silvio il vero sconfitto.

Vi sembra strano? Allora cominciamo con l'analisi.
Partiamo a considerare tutte le previsioni che sono state fatte prima e durante il conteggio dei voti.

Gli instant poll hanno fallito: davano un netto vantaggio al centrosinistra, e alla fine il vantaggio è stato inferiore all'1%.

Le proiezioni hanno fallito: davano un vantaggio meno netto al centrodestra, ma alla fine hanno avuto meno voti.

I sondaggi hanno fallito: qui i dati si fanno più interessanti, perchè i sondaggi davano una vittoria abbastanza netta nel centrosinistra alla camera, mentre era in dubbio la maggioranza al senato. Proprio i dati di ogni regione danno un idea di come i sondaggisti abbiano preso lucciole per lanterne. Ovviamente considero i dati per il senato, visto che i sondaggi regionali servivano proprio a capire la distribuzione di seggi al senato.
Il Veneto era l'unica regione in cui era data per certa la vittoria del centrodestra. E in effetti ha vinto con circa il 7% di distacco.
La Lombardia era data per contendibile, eppure qui il centrodestra ha vinto con l'8% di distacco. Come è possibile che due regioni che erano date così differenti hanno avuto risultato simile, come è sempre stato storicamente?
La Campania addirittura pendeva per il centrosinistra nei sondaggi, ma anche qui il centrodestra ha staccato il centrosinistra del 7%.
Si potrebbe pensare che da tutte le parti il dato del centrodestra è stato sottostimato: ma come è possibile che la sottostima sia stata così poco omogenea? In Piemonte, ad esempio, il centrosinistra era dato in vantaggio del 4-5%, quindi contendibile, e alla fine ha vinto lo stesso anche se per una manciata di voti. Nelle regioni "rosse", invece, i sondaggi sono stati più o meno corretti.
In più, dappertutto si è sottostimato il Movimento 5 Stelle e sono state "gonfiate" le ali, come il centro di Monti, mentre Rivoluzione Civile e Fare non sono arrivati nemmeno vicini alle soglie di sbarramento.
E non cominciate con le dietrologie, come brogli, scambio di voti, eccetera. Perchè qui non attacca. Sono più propenso a pensare che i sondaggi siano stati tutti sbagliati, perchè gran parte dei risultati si sono discostati dalle aspettative in modo significativo.

Proprio per i sondaggi, quindi, si è fatta strada l'idea che una vittoria del centrosinistra era data per certa e sarebbe stata anche abbastanza netta. In effetti, le ultime elezioni amministrative hanno visto molte affermazioni del centrosinistra in città importanti: questo dava l'impressione concreta di un centrosinistra forte e di un centrodestra debole. Ma come hanno votato le grandi città in cui ci sono state le elezioni nel 2012? Facciamo un po' di confronti.

Cominciamo da Parma, dove ha fatto notizia la vittoria al ballottaggio del sindaco a 5 stelle. Al primo turno, il candidato del centrosinistra aveva preso il 39,5%, quello a 5 Stelle era al 19,5%: ora il primo sconta un -3% mentre il secondo guadagna un +8%. Il centrodestra, che era stato spazzato via dalle note voragini lasciate nel bilancio (8% in totale), guadagna il 9%, un po' a spese delle liste centriste, un po' forse perchè molti si erano astenuti alla precedente elezione. Sembra comunque che tutti abbiano guadagnato un certo numero di voti, e che il centrodestra in questo comune sia definitivamente crollato nei consensi negli ultimi due anni.

A Palermo, con una precedente amministrazione molto simile, ma con un'astensione praticamente immutata durante quest'anno, vince il Movimento 5 Stelle (che ottiene quasi 100.000 voti in più!) ma per gli altri due partiti vale lo stesso discorso di prima, con il centrosinistra che però perde voti e arriva dietro il centrodestra. L'elezione a sindaco di Orlando è stata particolare, perchè è stato fortemente avvantaggiato dal "voto disgiunto". Probabilmente alcuni voti per le liste di Orlando (che ho conteggiato per il centrosinistra) sono migrati verso Rivoluzione Civile, che qui arriva al 5,5%. Ma anche così queste due forze insieme non arrivano al numero di voti del centrodestra, solo molto vicino. Il Movimento 5 stelle risulta quindi decisivo, ma sembra che a farne le spese sia più il centrodestra, solitamente maggioritario in questo comune.

Gli altri comuni sono meno problematici e quindi più rapidi da esaminare. Difficile è comunque il confronto vista la presenza delle liste civiche. L'elenco sarebbe lungo, ma i risultati si possono sintetizzare così: l'astensione meno alta rispetto alle comunali ha favorito il centrodestra. Questo significa che l'elettorato di destra era presente ma solo assopito, forse demoralizzato, ma è stato pronto a tornare al voto delle politiche. In quasi tutti i casi si osservano percentuali più alte per PDL, Lega e Movimento 5 Stelle, mentre quelle del PD sono altalenanti, ma di solito perde maggiormente quando ad appoggiarlo per le comunali sono state molte liste civiche. In quasi tutti i casi, però, tutti i partiti hanno incrementato la loro quota percentuale.
Conclusione: le elezioni nazionali e locali sono sempre da prendere separatamente.
Conclusione numero 2: l'elettorato italiano pende sempre a destra a livello nazionale
Conclusione numero 3: le grandi città sono tendenzialmente più a sinistra, mentre nei piccoli paesi la quota di destra è più elevata.
Nota a margine: E il movimento 5 stelle? E Monti? E' impossibile stabilire con precisione da dove arrivano i loro voti, ma hanno preso un po' da tutti: in termini assoluti tutte le formazioni che si sono presentate alle ultime elezioni del 2008 hanno visto meno voti in questa elezione. La coalizione che ha fatto capo al PDL ha perso più di 7.000.000 voti, mentre quella che fa capo al PD ne ha persi 3.500.000. La situazione del PDL appare ancora più grave perchè se sommiamo i voti de La Destra, che allora correva separata, i milioni diventavano 8.000.000.
Il centrosinistra non ha mai guadagnato voti durante questi 5 anni, è stato solo più bravo a contenere la fuoriuscita di elettori. Il ritorno di Berlusconi ha solo avuto come effetto quella di fermare la fuoriuscita degli elettori, richiamando a sè le ali estreme (La Destra, Lega, Grande Sud, MPA) e fermando anche la fuoriuscita di persone dalla coalizione. Il PD invece ha visto il percorso opposto, gran parte degli elettori sono usciti negli ultimi mesi, ed il motivo maggiore è il cambiamento dell'offerta politica: con il senno di poi, Monti ha preso più a sinistra che a destra, pescando soprattutto dai sostenitori di Renzi, e Ingroia ha fornito all'ala più sinistra un motivo per staccarsi. Anche il Movimento 5 Stelle si è preso qualcuno, sicuramente, ma a questo punto ripeto ancora una volta che i sondaggi sono palesemente sbagliati. Non è possibile che un milione e mezzo di persone abbiano deciso di votare per loro solo nell'ultima settimana, e un altro milione e mezzo per il centrodestra. Potrebbero anche essere loro i cosiddetti "indecisi", ma in tal caso Bersani può mettersi l'anima in pace: questi indecisi non avrebbero mai votato per lui nemmeno se avesse promesso la restituzione dell'IMU.
L'ultima battuta è volontaria: infatti bisogna contare il ruolo palesemente mistificatorio della stampa nella campagna elettorale. Perchè leggere i giornali per informarsi sulla campagna elettorale si è dimostrato profondamente inutile per chi vuole pensare un po' per chi votare. Se una persona leggesse solo i giornali, la situazione nella sua testa sarebbe stata più o meno questa:
  • Se voto Berlusconi mi vedo restituire l'IMU
  • Se non voto Monti lo spread schizza alle stelle
  • Se voto Bersani in pratica voto Monti perchè vogliono allearsi
  • Se voto Ingroia potrò infierire sul cadavere puzzolente di mafiosi ed evasori
  • Se voto Giannino faccio perdere Berlusconi
  • Se voto Grillo mando a casa tutti quelli sopracitati
E via di questo passo. I giornali, insomma, si sono concentrati più sul raccontare la storia della campagna elettorale, ignorando invece i contenuti. E sono sicuro che se fosse andata diversamente avremmo oggi un risultato diverso.
Infine, ho detto all'inizio che paradossalmente il PDL, e in particolare Berlusconi, è il vero sconfitto di queste elezioni. Questo proprio mentre tutti plaudono al risultato straordinario della sua coalizione. Ma non si vince uno scudetto vincendo l'ultima partita di campionato, e si dimentica che l'unico risultato a lui favorevole era la vittoria. Inoltre in parlamento soffre di un isolamento totale: non lo vuole il centrosinistra, non lo vuole il Movimento 5 stelle, non lo vuole Monti. A scompigliare i suoi piani per un senato ingovernabile è proprio il Movimento 5 Stelle: non potrà gioire per una "brutta prestazione" al governo da parte del centrosinistra, perchè l'effetto sarebbe quasi sicuramente una vittoria schiacciante del Movimento alla prossima tornata elettorale. Solo il centrosinistra, che detiene la maggioranza assoluta alla camera, può fornire la collaborazione per fare le leggi. Collaborazione necessaria, perchè tornare alle urne non sposterebbe di una virgola i risultati, e se qualcuno non si presentasse, ingrosserebbe solo le file del Movimento 5 Stelle, non risolvendo il problema. Se si vuole davvero sconfiggere Berlusconi definitivamente, bisogna governare, e per una volta, bisogna farlo bene.
Cosa si dovrebbe fare per me: un "governo breve" tra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle. Si faranno le poche riforme in cui c'è accordo tra i due schieramenti, si elegge il Presidente della Repubblica, e quando il lavoro arriverà ai punti su cui c'è una profonda divisione, si torna alle urne. Per allora sarà cambiato abbastanza per avere un risultato più soddisfacente. In meglio, oppure in peggio.